SEO VS Adwords

L’incontro SEO vs Adwords ha inizio. Questo è un caso aziendale che mette a confronto la strategia SEO con quella di Adwords e ci fa riflettere su quale dei due strumenti di marketing sia più efficace.

Ti dimostrerò attraverso il caso reale di un mio cliente come, una strategia di posizionamento naturale SEO abbia prodotto maggiori risultati in termini di quantità e di qualità di visite rispetto alle precedenti campagne a pagamento effettuate con Google Adwords.

Come ho fatto?

Piuttosto che investire sugli annunci a pagamento, ho preferito intercettare del traffico più naturale, proveniente dalle vere intenzioni di ricerca dei potenziali clienti. Ma prima di parlarti del caso aziendale, facciamo un po’ di chiarezza sulla differenza che esiste tra un’attività SEO (Search Engine Optimization) e gli annunci a pagamento che troviamo su Google Adwords.

Come potrai notare, i risultati dove compare “Ann.” sono relativi alle campagne Adwords mentre, i risultati che compaiono immediatamente al di sotto sono posizionati da Google, per effetto del lavoro svolto da un esperto SEO.

Se sono li è perché Google li ha ritenuti più interessanti di quelli che stanno in seconda o in terza pagina!

Ora è venuto il momento di scoprire da vicino la strategia che ho utilizzato, ma non prima di averti spiegato il significato di due valori: le sessioni e la frequenza di rimbalzo.

Le Sessioni corrispondono agli accessi che ha un sito web.

La frequenza di rimbalzo è un valore che indica quante pagine sono state visitate in ogni sessione. Un valore elevato indica che l’utente entra ed esce immediatamente dopo aver visitato la prima pagina; un valore basso sta a significare che c’è maggiorre navigabilità sulle pagoine e pertanto maggior interesse dell’utente.

FASE 1. Adwords

Inizialmente il sito aveva poche visite pertanto, da Aprile fino ad Agosto 2016, il cliente ha pensato di “pompare” attivando delle campagne Adwords. Questo ha portato ad un immediato incremento del traffico che si è poi “sgonfiato” al momento della loro disattivazione.

I valori medi di questo periodo si attestavano sulle 2100 sessioni con frequenza di rimbalzo pari a 69%.

Cosa significa questo? Adwords ha prodotto dei nuovi visitatori e dei potenziali clienti al sito, ma questi una volta entrati hanno ritenuto poco interessante proseguire nella navigazione. Cosa sicuramente non positiva per qualsiasi sito, figuriamoci se fosse stato un e-commerce!

FASE 2. Stallo

Il periodo Settembre 2016 – Febbraio 2017, corrisponde ad un momento di stallo in cui il sito viveva solo di un po’ di traffico naturale senza alcuna strategia SEO. I valori medi di questo periodo si attestavano su 758 sessioni con frequenza di rimbalzo pari a 74%.

FASE 3. Strategia SEO

Il periodo Febbraio 2017 – Settembre 2017 corrisponde alla mia attività SEO che aveva l’obiettivo di invertire la rotta, facendo crescere la curva delle sessioni e diminuendo contemporaneamente la frequenza di rimbalzo.

Ho abbandonato l’idea degli annunci a pagamento e mi sono concentrato su un posizionamento più naturale in linea con le intenzioni di ricerca degli utenti attraverso contenuti creati appositamente per soddisfare i loro bisogni.

La strategia ha cercato di far conciliare la crescita del traffico con una proporzionale crescita del numero di pagine navigate ad ogni ingresso.

Un’analisi sulle ricerche degli utenti sia nel momento del bisogno/acquisto, sia nella fase che lo precede (raccolta di informazioni e idee), mi ha permesso di incrementare sia il traffico sia la permanenza nelle pagine. L’obiettivo della strategia SEO era quello di intercettare non solo la domanda degli utenti che si trovano nella fase “calda” prossimi alla decisione di acquisto, ma anche quelle persone che si trovano nella fase di analisi e ricerca delle informazioni (fase di pre-acquisto).

Come puoi notare dal grafico, si intravedono già i primi risultati: la curva delle visite sta crescendo progressivamente e si sta posizionando a 3200 sessioni, superando il valore di spinta ottenuto con le campagne Adwords nel 2016. Una discesa proporzionale della frequenza di rimbalzo al 54%, con 3,5 pagine visitate in ogni ingresso, rappresenta una netta inversione di rotta, a dimostrazione del maggior grado interesse che ora hanno gli utenti.

A questo punto ti chiederai: conviene ancora investire in Adwords?

Cosa impariamo da questo caso aziendale?

Una precisa strategia sulla scelta delle parole chiave e sulla tipologia dei contenuti con il giusto mix di questi ultimi tra “promozionali” ed “informativi”, sarà ripagata sia dagli utenti sia da Google. I primi potranno trarre utili informazioni ed avere un quadro chiaro sulle scelte di acquisto, mentre Google notandone l’interesse, tenderà a restituire gli stessi risultati alle ricerche che faranno altri utenti.

Com’è l’andamento del tuo sito web?

Ora non ti resta che verificare l’andamento del tuo sito, controllando che ad una crescita delle sessioni corrisponda una curva inversa della frequenza di rimbalzo. Se non fosse così, molto probabilmente stai acquisendo traffico proveniente da utenti poco interessati ai tuoi prodotti/servizi e ciò potrebbe penalizzare le conversioni e ancor peggio le tue vendite!